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Il Brasile ora rilascia in formato elettronico i visti temporanei per i cittadini esenti dal visto

La bandiera brasiliana che sventola contro un cielo azzurro

Punti chiave

  • La novità principale: il ministero degli esteri brasiliano (Itamaraty) è passato al rilascio in formato elettronico dei visti temporanei (VITEM) per i cittadini dei paesi esenti dal visto per visitatori (VIVIS). Il sistema è in vigore dal 1° settembre 2026.
  • Cosa elimina: nei casi ordinari non dovrebbe più essere necessario consegnare fisicamente il passaporto a un consolato brasiliano solo per ricevere l'adesivo del visto. Il visto approvato viene inviato in formato elettronico, anche all'indirizzo e-mail indicato dal richiedente.
  • Chi è escluso: i cittadini di Stati Uniti, Canada e Australia non rientrano nella misura. Questi tre paesi hanno perso l'esenzione dal visto per visitatori il 10 aprile 2025, e i loro cittadini hanno ora bisogno di un eVisa anche per brevi viaggi turistici.
  • Introduzione in corso: anche se la data ufficiale di avvio era il 1° settembre 2026, all'inizio di settembre 2026 diversi consolati brasiliani non avevano ancora aggiornato le istruzioni pubblicate. Prima di presentare la domanda conviene verificare la procedura attuale con il proprio consolato.

I cittadini dei paesi esenti dal visto che richiedono un visto di lavoro, studio, ricongiungimento familiare o per nomadi digitali in Brasile non devono più consegnare il passaporto per l’adesivo consolare

Il Brasile digitalizza i visti temporanei per i cittadini esenti dal visto

Il 1° settembre 2026 il ministero degli esteri brasiliano ha attivato un sistema di rilascio elettronico dei visti temporanei, che copre tutte le categorie VITEM per i cittadini dei paesi esenti dall’obbligo di visto per visitatori (VIVIS) del Brasile. La modifica è stata annunciata il 28 agosto 2026 dall’ambasciata brasiliana a Lima e dovrebbe valere per l’intera rete consolare del Brasile.

La riforma riguarda la procedura di rilascio consolare, non le regole sui brevi viaggi turistici o d’affari. Per questi scopi non cambia nulla per chi già entra in Brasile senza visto per brevi visite. Il sistema elettronico si applica nello specifico quando questi stessi cittadini hanno bisogno di un visto temporaneo VITEM per un soggiorno più lungo, ad esempio per lavoro, studio, ricongiungimento familiare o lavoro da remoto.

Prima del 1° settembre 2026, per ottenere un VITEM in genere bisognava recarsi di persona o spedire il passaporto a un consolato brasiliano, così che l’adesivo fisico del visto potesse essere applicato all’interno del documento. Con il nuovo sistema, i visti approvati vengono generati in formato digitale e inviati direttamente al richiedente, e la consegna del passaporto non è più un passaggio ordinario.

Quali nazionalità rientrano nel VITEM elettronico?

La modifica riguarda i cittadini dei paesi che beneficiano dell’esenzione dal visto per visitatori (VIVIS) del Brasile per i viaggi di breve durata. Il ministero degli esteri brasiliano pubblica una tabella generale dei regimi di visto che indica tutte le nazionalità idonee.

Tra i cittadini interessati ci sono quelli di Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio e Svizzera, oltre ai cittadini di Giappone, Corea del Sud e diversi paesi dell’America Latina. Per tutte queste nazionalità non cambia nulla per un viaggio turistico o d’affari che rientra nelle attuali regole di esenzione VIVIS. Il VITEM elettronico si applica solo quando lo scopo del soggiorno richiede un visto temporaneo.

I cittadini di Stati Uniti, Canada e Australia si trovano in una situazione diversa e sono esplicitamente esclusi da questa misura. Dal 10 aprile 2025 i cittadini di questi tre paesi devono ottenere un eVisa anche per le normali visite turistiche in Brasile, dopo che il Brasile ha reintrodotto l’obbligo di visto per visitatori in base al principio di reciprocità diplomatica. Dato che non godono più dell’esenzione VIVIS, il nuovo sistema elettronico del VITEM non si applica a loro.

Quali tipi di soggiorno richiedono un VITEM?

La legge brasiliana prevede visti temporanei per diversi scopi oltre al turismo e ai brevi viaggi d’affari. In base alle categorie definite dalla legge sull’immigrazione (Lei 13.445/2017) e dal relativo decreto attuativo 9.199/2017, i visti VITEM coprono ricerca e insegnamento (VITEM I), studio (VITEM IV), lavoro (VITEM V), attività religiose, volontariato, investimenti, ricongiungimento familiare e alcune attività artistiche e sportive.

In base alle norme di riferimento, il VITEM XIV copre anche i nomadi digitali. Il visto per nomadi digitali del Brasile consente a chi lavora da remoto con redditi provenienti dall’estero di risiedere nel paese fino a un anno.

Il sistema di rilascio elettronico vale per tutte queste categorie VITEM. Un cittadino britannico che si trasferisce in Brasile per lavoro, per esempio, riceverà ora il suo VITEM V in formato elettronico, invece di farsi applicare un adesivo sul passaporto in consolato.

Come funziona la nuova procedura di richiesta elettronica?

La domanda di visto va compilata tramite il Sistema Consular Integrado (SCI), la piattaforma che il ministero degli esteri brasiliano già usa per registrare ed elaborare le domande di visto. I documenti richiesti per la categoria VITEM di riferimento vanno caricati in formato elettronico sullo stesso sistema.

Una volta approvata la domanda di VITEM, il visto viene rilasciato come documento digitale e inviato direttamente al richiedente, anche all’indirizzo e-mail indicato nella domanda. Il Brasile usa già questo modello per altre procedure di visto elettronico: un sistema di VITEM elettronico introdotto nel 2025 inviava via e-mail ai beneficiari i visti approvati sotto forma di file PDF con un codice QR.

La base giuridica di questo approccio esisteva già prima dell’introduzione di settembre 2026. L’articolo 26 del decreto n. 9.199 del 20 novembre 2017 prevede che un visto possa essere richiesto e rilasciato in formato elettronico, senza applicare il relativo adesivo consolare sul documento di viaggio. La stessa norma consente di gestire interamente tramite canali digitali moduli di domanda, documenti a supporto e tariffe di elaborazione.

Bisogna ancora recarsi in un consolato brasiliano?

Nei casi ordinari, no. La principale conseguenza pratica della modifica è che la consegna fisica del passaporto per l’applicazione dell’adesivo del visto non è più un requisito standard. Non dovrebbe più essere necessario lasciare il passaporto a un consolato e attendere che venga restituito dopo l’elaborazione.

Il sistema elettronico, però, non esclude la possibilità di una presenza di persona in singoli casi. L’articolo 26 del decreto 9.199/2017 consente espressamente alle autorità consolari di chiedere i documenti originali quando servono chiarimenti, di richiedere ulteriori prove a supporto o di convocare il richiedente per un colloquio. Questi passaggi dovrebbero diventare eccezioni legate al singolo caso, non una parte ordinaria della procedura.

Quali requisiti restano invariati?

La riforma riguarda il modo in cui il visto viene consegnato, non i criteri di idoneità per ottenerlo. Restano in vigore i requisiti documentali di ciascuna categoria VITEM, così come gli eventuali obblighi di traduzione, apostille o legalizzazione e le relative tariffe consolari.

Per alcune categorie di visto legate al lavoro, potrebbe essere ancora necessario ottenere un’autorizzazione di residenza preventiva dal ministero della giustizia e della pubblica sicurezza brasiliano prima che il consolato possa procedere al rilascio del visto. La polizia federale brasiliana conferma che questa autorizzazione preventiva si applica a specifiche categorie VITEM e viene gestita tramite il sistema MigranteWeb. Dove le norme brasiliane la prevedono, il sistema elettronico del VITEM non elimina questo passaggio.

Dopo l’arrivo in Brasile, i titolari di visto temporaneo soggetti all’obbligo di registrazione devono comunque registrarsi presso la polizia federale brasiliana per ottenere l’iscrizione al registro nazionale dei migranti (Registro Nacional Migratório, o CRNM). Il rilascio in formato elettronico non cambia questo obbligo.

I consolati brasiliani hanno aggiornato le loro procedure?

Anche se la data di avvio annunciata per il nuovo sistema era il 1° settembre 2026, l’introduzione operativa nella rete consolare brasiliana sembra ancora in corso. Al 2 settembre 2026, nessuna delle sedi consolari brasiliane esaminate aveva pubblicato istruzioni che presentassero chiaramente la nuova procedura elettronica del VITEM come pienamente operativa.

A New York, le attuali istruzioni sul VITEM del consolato generale del Brasile indicano che le domande di visto vanno prenotate tramite la piattaforma e-Consular e presentate di persona. A Montréal, il consolato generale del Brasile continua a chiedere di inviare i documenti per posta dopo una prima convalida tramite e-Consular, con passaggi separati per spedire i documenti fisici e recuperarli dopo l’elaborazione.

In Europa la situazione è simile. A Parigi, il portale e-Consular del consolato generale del Brasile indica ancora che, dopo aver caricato i documenti online, potrebbe essere necessario presentarsi di persona o inviarli per posta. A Londra, le istruzioni per il VITEM I prevedono ancora la presentazione di persona con i documenti originali. A Barcellona, il consolato generale del Brasile indica che le domande di visto temporaneo vengono gestite esclusivamente per posta e che il passaporto resta al consolato per tutta la durata della procedura.

A Ginevra, le istruzioni per il VITEM XIV per pensionati continuano a chiedere di inviare il passaporto e i documenti originali. A Porto, la procedura del VITEM XIV per nomadi digitali prevede ancora una preconvalida tramite e-Consular, seguita da un appuntamento di persona in cui vanno presentati gli originali.

Queste pagine potrebbero non essere ancora state aggiornate. Tuttavia, la distanza tra l’avvio annunciato per il 1° settembre e le istruzioni oggi disponibili per i richiedenti significa che conviene verificare direttamente con il consolato brasiliano competente prima di avviare una domanda o spedire il passaporto. Non è inoltre ancora chiaro come le singole sedi consolari gestiranno le domande presentate prima del 1° settembre e ancora in sospeso.

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