Punti chiave
- Dal 1° giugno 2026, l'Irlanda non concede più il diritto di ricorso per la maggior parte dei rifiuti di visto per soggiorni brevi (tipo C)
- I ricorsi per i visti per soggiorni lunghi (tipo D) restano invariati, inclusi i visti familiari, di lavoro e di studio
- I richiedenti respinti possono presentare una nuova domanda invece di attendere un ricorso
- Il cambiamento non richiede alcuna legge e punta a migliorare l'efficienza
I richiedenti possono presentare invece una nuova domanda, il che secondo il governo garantirà decisioni più rapide
L’Irlanda ha eliminato il diritto di ricorso per la maggior parte dei rifiuti di visto per soggiorni brevi il 1° giugno 2026, e i richiedenti sono invece incoraggiati a presentare nuove domande per ottenere decisioni più rapide.
Secondo un annuncio del Ministero della Giustizia, degli Affari Interni e della Migrazione sul sito del Governo irlandese del 29 maggio 2026, il Sottosegretario di Stato per la Migrazione Colm Brophy ha annunciato che i richiedenti a cui viene rifiutato un visto per soggiorno breve (tipo C) non potranno più fare ricorso contro la decisione.
La misura si applica a tutti i visti per soggiorni brevi, ad eccezione delle domande presentate da cittadini di paesi terzi che rientrano nell’ambito della Direttiva UE sulla libera circolazione.
Il diritto di ricorso continua ad applicarsi a tutti i rifiuti di visto per soggiorni lunghi (tipo D), incluse tutte le categorie familiari (tranne le visite familiari), le domande di visto per lavoro e i visti di studio a lungo termine. Il processo di ricorso per questi visti resta invariato.
Dichiarazione del ministro
Il ministro Brophy ha dichiarato: “In molti casi, i visti per soggiorni brevi riguardano un viaggio specifico – una vacanza, una visita familiare o un evento – e quando il ricorso viene deciso, quell’occasione è spesso già passata. Questo cambiamento riguarda la praticità e un migliore utilizzo delle nostre risorse. Invece di un lungo processo di ricorso, i richiedenti avranno la possibilità di presentare una nuova domanda e ottenere una decisione molto più rapidamente.”
“Allo stesso tempo, ci permette di concentrare le nostre risorse dove hanno il maggiore impatto. Nel complesso, questo ci aiuterà a offrire un sistema di visti più efficiente”, ha aggiunto.
Impatto sull’elaborazione dei visti
La misura dovrebbe consentire ai funzionari addetti ai ricorsi di concentrarsi sui ricorsi più complessi per i visti a lungo termine, riducendo i tempi di elaborazione di queste domande. Sosterrà anche la riallocazione delle risorse tra i team di elaborazione dei visti, aumentando l’efficienza complessiva e contribuendo positivamente al sistema migratorio irlandese e all’economia in generale.
Con il nuovo sistema, i richiedenti a cui è stato rifiutato un visto per soggiorno breve possono presentare una nuova domanda, tenendo conto dei motivi del rifiuto originale. Questo permetterà ai richiedenti di ricevere una decisione più rapidamente rispetto all’attesa dell’elaborazione di un ricorso.
Nessuna legge necessaria
Non è necessaria alcuna modifica legislativa per attuare questa misura.
Qualsiasi decisione di rifiuto emessa su visti per soggiorni brevi prima del 1° giugno 2026 resta soggetta a ricorso secondo le disposizioni precedenti. Le decisioni emesse a partire da tale data non sono più soggette a ricorso.
Leggi anche: L’Irlanda pone fine all’ingresso senza visto per 3 paesi




