Punti chiave
- Un rapporto del NITI Aayog indica nei requisiti rigidi per il visto il principale ostacolo alla crescita del turismo in India.
- Propone un visto all'arrivo da 90 giorni, ampliando l'attuale idoneità limitata a Giappone e Corea del Sud.
- Raccomanda anche di ridurre da nove a cinque le sottocategorie di eVisa dell'India, con un portale ridisegnato.
- Le riforme puntano a 100 milioni di turisti internazionali e a un'economia turistica da 3 trilioni di dollari entro il 2047.
Un rapporto del governo punta il dito sul collo di bottiglia dei visti
Un rapporto del NITI Aayog, il centro studi sulle politiche pubbliche del governo indiano, indica nei requisiti rigidi per il visto il principale ostacolo alla crescita del turismo nel paese. Il documento propone due riforme di rilievo per rendere l’India più facile da visitare.
Si tratta di proposte e non di regole già in vigore, ma indicano la direzione che il governo sta valutando per i prossimi anni.
Ampliare il visto all’arrivo
Oggi il visto all’arrivo è riservato ai viaggiatori provenienti da Giappone e Corea del Sud. Il rapporto propone di introdurre un visto all’arrivo da 90 giorni con possibilità di visite ripetute, esteso gradualmente ad altre cittadinanze. Il sistema unirebbe la registrazione biometrica a un’autorizzazione digitale, sulla scia della SG Arrival Card di Singapore e dello ESTA statunitense.
Per avere un riferimento: l’ingresso senza visto in India è oggi possibile solo da Nepal, Bhutan e Maldive.
Semplificare l’eVisa
Il rapporto raccomanda anche di rendere più lineare l’esperienza di richiesta. Le nove sottocategorie di eVisa esistenti in India scenderebbero a cinque, insieme a un portale ridisegnato che riduca la confusione e limiti i casi in cui i richiedenti abbandonano la procedura a metà.
Il quadro più ampio del turismo
Il rapporto inserisce i visti in un contesto di ostacoli più vasti. Rileva che un progetto alberghiero può richiedere circa 50 autorizzazioni nel corso della sua vita e almeno 60 licenze distinte, e che in India lo sviluppo di un hotel richiede da 36 a 48 mesi contro i 12 o 18 mesi dei concorrenti dell’ASEAN. Il ministro del Turismo Gajendra Singh Shekhawat ha osservato che a questo punto “l’efficienza istituzionale conta più degli investimenti”.
Gli obiettivi dichiarati sono ambiziosi: 100 milioni di turisti internazionali e un’economia turistica da 3 trilioni di dollari entro il 2047.
L’analisi completa è pubblicata nel rapporto del NITI Aayog. Per i requisiti d’ingresso in vigore mentre queste proposte vengono discusse, consulta l’hub visti dell’India.




