App iVisa Mobile Documenti di viaggio globali online
Politica dei visti e cambi di regole

L'ambasciata USA a Bangkok richiede social media pubblici

Le scale di un tempio del Grande Palazzo a Bangkok, in Thailandia
Photo — Unsplash

Punti chiave

  • L'ambasciata USA a Bangkok chiede ora ai richiedenti di visto di rendere pubblici i propri account social
  • La regola riguarda i titolari di diverse categorie di visto, tra cui H-1B, F, J e K-1
  • Chi non si adegua subirà ritardi nell'elaborazione
  • L'annuncio ha acceso il dibattito: i critici lo definiscono un'invasione della privacy

Secondo l’ambasciata di Bangkok, chi non si adegua subirà ritardi nell’elaborazione

Chi richiede un visto all’ambasciata statunitense di Bangkok deve ora rendere pubblici tutti i propri account sui social media nell’ambito dei controlli, con obbligo già in vigore.

Secondo un avviso pubblicato su Facebook lunedì dall’ambasciata statunitense a Bangkok, la modifica serve a confermare l’identità dei richiedenti e a stabilire se sono legalmente ammissibili negli Stati Uniti.

Il comunicato dell’ambasciata specifica quali categorie di visto sono interessate:

“Tutte le persone che richiedono un visto non immigrante A-3, C-3 (se lavoratori domestici), G-5, H1-B, H-3, H-4 a carico di titolari H-1B e H-3, F, M, J, K-1, K-2, K-3, Q, R-1, R-2, S, T o U devono impostare come pubblica la privacy di tutti i propri account sui social media, per agevolare i controlli necessari a stabilire identità e ammissibilità negli Stati Uniti ai sensi della legge statunitense. Il mancato adeguamento comporterà ritardi nell’elaborazione.”

L’elenco copre una gamma ampia di richiedenti, tra cui lavoratori qualificati con visto H-1B, studenti con visti F e M, partecipanti a programmi di scambio con visto J e fidanzati e coniugi con visti K.

Reazioni contrastanti online

L’annuncio ha acceso il dibattito nei commenti al post dell’ambasciata su Facebook. Molti hanno criticato la misura come un’invasione della privacy e una minaccia alle libertà civili. Altri hanno messo in dubbio la trasparenza dell’obbligo e hanno chiesto come si applichi a chi non usa affatto i social media.

Un numero minore di commenti ha espresso sostegno a controlli più stringenti.

L’ambasciata non ha chiarito come debbano procedere i richiedenti senza account social né se verranno offerti metodi di verifica alternativi.

Scarica l'app di iVisa

Segui lo stato della tua richiesta in tempo reale e tieni tutti i documenti di viaggio in un unico posto, dove che sia.

Inquadra per scaricare
Chatta su WhatsApp
Chat intercomunicante