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Il rapporto EY-FICCI dell'India chiede una riforma dei visti per rilanciare il turismo

Il monumento India Gate a Nuova Delhi, India
Photo — Unsplash

Punti chiave

  • Un rapporto congiunto EY-FICCI raccomanda di estendere l'eVisa indiano a 240 paesi e di dimezzare la GST sugli alberghi di lusso.
  • I viaggiatori continuano a segnalare gravi problemi tecnici con il sito ufficiale dell'eVisa, descrivendolo come una barriera d'ingresso di primo piano.
  • Il rapporto propone un permesso "India One" per semplificare i viaggi tra i diversi stati indiani.
  • Cosa significa per i viaggiatori: i futuri visitatori potrebbero beneficiare di una gamma più ampia di opzioni di visto e di costi inferiori, a patto che il governo attui queste riforme digitali e fiscali.

Un rapporto di settore chiede grandi riforme dei visti indiani mentre i viaggiatori criticano l’attuale procedura di richiesta digitale

La Federation of Indian Chambers of Commerce & Industry (FICCI) ed EY India hanno pubblicato un rapporto congiunto intitolato “Reimagining Inbound Tourism in India: Towards Incredible India 4.0”, che chiede cambiamenti strutturali urgenti alle politiche indiane in materia di visti e fisco.

Lo studio, presentato durante il Great Indian Travel Bazaar (GITB) 2026, evidenzia che l’India oggi cattura solo l’1,5% degli arrivi turistici mondiali nonostante la sua importanza culturale. Per rimediare, il rapporto propone una massiccia estensione del sistema eVisa a 240 nazionalità e una riduzione della GST per le strutture di lusso dal 18% al 9%.

La spinta alla riforma arriva mentre i viaggiatori internazionali segnalano esperienze sempre più frustranti con l’attuale portale ufficiale dell’eVisa.

Nonostante l’India abbia eliminato le carte di arrivo cartacee per snellire l’ingresso, la procedura di richiesta digitale resta una barriera significativa per molti visitatori in entrata.

I viaggiatori bollano la richiesta dell’eVisa indiano come un’“esperienza terribile”

Sebbene il governo indiano abbia dato priorità alla digitalizzazione, i riscontri degli utenti indicano che il sistema è in difficoltà, appesantito da inefficienze digitali e ormai superato. Sui forum di viaggio e sui social media, i visitatori internazionali del 2026 hanno descritto la procedura ufficiale di richiesta come un’“esperienza terribile”.

Tra le lamentele più comuni ci sono frequenti crash del sito, gateway di pagamento che rifiutano le carte internazionali e un’interfaccia utente che molti trovano poco intuitiva.

Un viaggiatore ha raccontato:

“Il sito non ti permette nemmeno di passare alla seconda pagina… Sono tentato di non viaggiare mai in India solo per questo motivo.”

Questi ostacoli tecnici spesso costringono i viaggiatori a passare ore su una singola richiesta, generando una prima impressione negativa del paese ancora prima della partenza.

Le soluzioni proposte: il permesso “India One” e i corridoi MICE

Il rapporto EY-FICCI suggerisce che l’India debba abbandonare un modello frammentato per un ecosistema unificato e “guidato dall’esperienza”.

Secondo l’Economic Times, il rapporto individua le “barriere alla facilità di viaggio” come uno dei principali vincoli alla competitività globale dell’India.

Tra le raccomandazioni chiave del rapporto:

  • Estensione dell’eVisa: ampliamento dell’idoneità dall’elenco attuale a 240 paesi.

  • Permesso India One: un permesso multi-stato “in stile Schengen” che consenta ai turisti di viaggiare liberamente tra i confini statali.

  • Corsia veloce MICE: un corridoio dedicato a riunioni, incentivi, conferenze ed esposizioni (MICE) con elaborazione del visto in 48 ore.

  • Razionalizzazione della GST: riduzione della tassa sulle camere d’albergo con prezzo superiore a 7.500 ₹ dal 18% al 9% per competere con mercati come Thailandia e Vietnam.

La risposta ufficiale del governo

Il Ministero del Turismo ha riconosciuto il potenziale di crescita del settore, osservando che gli arrivi internazionali hanno mostrato una forte ripresa.

In dichiarazioni ufficiali, il Ministero ha sottolineato che “gli arrivi turistici dipendono dall’agevolazione dei visti, da infrastrutture di qualità e da collegamenti senza intoppi”.

Mentre il governo continua a promuovere la popolarità dell’eVisa, gli attori del settore sostengono che, senza le riforme tecniche e fiscali suggerite da EY e FICCI, l’India potrebbe faticare a raggiungere il suo obiettivo di 100 milioni di turisti entro il 2047.

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