Punti chiave
- Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ora richiede a 14 ulteriori categorie di visto di mantenere pubblici i propri profili social.
- I richiedenti devono indicare tutti i nomi utente e gli account usati sulle varie piattaforme negli ultimi cinque anni.
- Non rispettare l'obbligo o fornire informazioni inesatte sui social può portare al rifiuto del visto o a ritardi importanti nell'elaborazione.
- Prima del colloquio, i viaggiatori dovrebbero assicurarsi che i propri account siano impostati come pubblici, per non essere segnalati come non conformi.
Gli Stati Uniti estendono i controlli sui social a fidanzati, religiosi e richiedenti di visti umanitari
Da marzo 2026 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha esteso a diverse nuove categorie di visto il controllo obbligatorio della presenza online. Con la nuova politica, ai richiedenti di queste categorie viene chiesto di impostare la privacy di tutti i profili social su “pubblico” o “aperto”, per agevolare i controlli del governo.
Secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, l’estensione serve a individuare le persone che potrebbero essere inammissibili o rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale. L’obbligo riguarda tutte le piattaforme su cui il richiedente ha un account. I funzionari usano queste informazioni digitali per confermare l’identità e verificare che le attività previste dal richiedente siano coerenti con le condizioni del suo visto per gli Stati Uniti.
Le categorie di visto interessate
Questo aggiornamento aggiunge 14 nuove categorie all’elenco dei viaggiatori già soggetti al controllo dei social. I nuovi gruppi interessati sono:
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Per motivi familiari: K-1 (fidanzato/a), K-2 (figli dei titolari di K-1) e K-3 (coniuge di un cittadino statunitense)
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Religiosi e culturali: titolari di visti R-1, R-2 e Q
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Umanitari: S (informatori), T (vittime di tratta) e U (vittime di reati)
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Lavoro e formazione: A-3 e G-5 (lavoratori domestici), C-3 (transito per funzionari stranieri), H-3 (tirocinanti) e H-4 (familiari a carico dei titolari di visti H)
Questi gruppi si aggiungono ai richiedenti di visti per studenti (F, M), per visitatori di scambio (J) e per professioni specializzate (H-1B), che erano già stati sottoposti all’obbligo di controllo con precedenti modifiche.
Obblighi di sicurezza e di dichiarazione
Nel modulo di richiesta, i richiedenti devono dichiarare tutti gli identificativi social usati negli ultimi cinque anni, compresi i nomi utente di account attualmente inattivi. I funzionari consolari possono esaminare post pubblici, dati biografici e interazioni nei gruppi, per individuare incongruenze o possibili minacce per la sicurezza pubblica.
“Gli Stati Uniti devono essere vigili durante il rilascio dei visti, per garantire che chi chiede di entrare negli Stati Uniti non intenda fare del male agli americani”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato nel suo annuncio.
L’agenzia ha inoltre sottolineato che avere un visto per gli Stati Uniti resta un privilegio e che i controlli sono una componente fondamentale della moderna sicurezza delle frontiere.




