Punti chiave
- L'ETIAS dovrebbe partire nell'ultimo trimestre del 2026 per i viaggiatori esenti dal visto
- L'EES ha registrato oltre 60 milioni di passaggi di frontiera dalla piena attivazione ad aprile
- A 32.000 persone è stato negato l'ingresso, tra cui quasi 800 considerate una minaccia per la sicurezza
- Nel 2025 l'UE ha rilasciato 10 milioni di visti Schengen, e oltre 60 paesi hanno accesso senza visto
La relazione annuale sullo stato di Schengen passa in rassegna gli strumenti digitali di frontiera, la strategia sui visti e i controlli alle frontiere interne
La Commissione europea ha confermato che l’ETIAS, il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi, partirà nell’ultimo trimestre del 2026, dopo la riuscita attivazione del sistema di ingressi/uscite (EES) in tutti i valichi di frontiera Schengen.
Secondo la relazione annuale sullo stato di Schengen pubblicata dalla Commissione europea il 18 maggio 2026, il documento analizza il funzionamento dello spazio Schengen e fissa le priorità per il ciclo 2026-2027, in un contesto segnato dalla modernizzazione dei controlli di frontiera, dalla pressione migratoria, dalle questioni di sicurezza e dai preparativi per l’ETIAS.
L’EES registra 60 milioni di passaggi di frontiera
La relazione conferma che l’EES è pienamente attivo in tutti i valichi di frontiera Schengen dal 10 aprile 2026. Gli Stati Schengen hanno iniziato ad attivarlo gradualmente a metà ottobre 2025 e, in questa fase di avvio di sei mesi, l’EES ha registrato più di 60 milioni di ingressi e uscite di cittadini di paesi terzi.
Secondo la Commissione, a 32.000 persone che non avevano diritto di entrare nell’Unione europea è stato negato l’ingresso. Tra questi casi, quasi 800 persone erano considerate una minaccia per la sicurezza interna, mentre a quasi 7.000 viaggiatori è stato negato l’ingresso per aver superato il periodo di soggiorno autorizzato nello spazio Schengen.
Bruxelles sostiene che l’EES stia già portando benefici concreti sul piano della sicurezza, in particolare aiutando a individuare documenti falsi, frodi d’identità e viaggiatori che hanno superato il soggiorno consentito.
La Commissione riconosce però che alcuni Stati hanno incontrato difficoltà pratiche in fase di attivazione, soprattutto nel funzionamento dei chioschi self-service, nella corretta registrazione dei dati biometrici e nella gestione dei flussi di viaggiatori nei periodi di punta.
L’avvio dell’ETIAS si avvicina
La relazione conferma che l’ETIAS sarà il prossimo passaggio importante nella verifica preventiva dei viaggiatori esenti dal visto. Il sistema riguarderà i viaggiatori dei paesi terzi che non hanno bisogno di un visto per entrare nello spazio Schengen e permetterà alle autorità europee di valutare alcuni rischi prima della partenza, mantenendo procedure snelle per la maggior parte dei visitatori.
Secondo il portale ufficiale ETIAS dell’UE, il sistema dovrebbe entrare in funzione nell’ultimo trimestre del 2026. Per ora i viaggiatori non devono fare nulla.
La Commissione sottolinea che il coinvolgimento tempestivo del settore dei viaggi sarà decisivo per un avvio senza intoppi. Compagnie aeree, agenzie di viaggio, piattaforme di prenotazione e viaggiatori dovranno tutti tenere conto di questa nuova formalità prima dell’imbarco.
La nuova strategia UE sui visti
La relazione ripercorre anche l’adozione, nel gennaio 2026, della prima strategia UE sui visti, che punta a fare della politica comune dei visti uno strumento di sicurezza, attrattività e cooperazione con i paesi partner.
La Commissione annuncia la preparazione di un nuovo quadro di valutazione per i paesi esenti dal visto, con l’obiettivo di definire meglio i criteri usati per concedere o mantenere l’accesso senza visto allo spazio Schengen.
Bruxelles prevede anche una revisione puntuale del codice dei visti per rafforzare la sicurezza dell’UE. Il cambiamento potrebbe incidere sulle regole delle richieste di visto Schengen, anche se la relazione non entra ancora nel dettaglio delle misure in esame.
La relazione segnala che nel 2025 lo spazio Schengen è rimasto la destinazione più visitata al mondo, con più di 790 milioni di viaggiatori. Gli Stati Schengen hanno rilasciato 10 milioni di visti, mentre oltre 60 paesi avevano accesso senza visto.
I controlli alle frontiere interne restano un tema delicato
La Commissione dedica una parte della relazione alla situazione alle frontiere interne. Nel 2025 dieci Stati Schengen hanno prorogato o mantenuto i controlli alle proprie frontiere interne, principalmente per ragioni legate a migrazione e sicurezza.
Bruxelles ritiene che questi controlli possano rispondere ad alcune preoccupazioni nazionali, ma ricorda che esistono alternative: controlli di polizia mirati, cooperazione transfrontaliera, scambio di informazioni e strumenti biometrici mobili.
Secondo la Commissione, l’EES e i nuovi strumenti previsti dal Patto su migrazione e asilo dovrebbero contribuire a ridurre gradualmente il ricorso ai controlli alle frontiere interne, rafforzando la gestione delle frontiere esterne e il contrasto degli spostamenti non autorizzati all’interno dello spazio Schengen.
L’allargamento di Schengen continua
La relazione parla anche della progressiva integrazione di alcuni Stati nel quadro Schengen. La Commissione dichiara di voler completare la piena adesione di Cipro allo spazio Schengen, dopo quelli che definisce progressi sostanziali nel 2025.
L’Irlanda, che non fa parte dello spazio Schengen per la libera circolazione delle persone, continua intanto a lavorare per applicare pienamente le parti del quadro Schengen legate alla sicurezza interna.
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