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Il Togo introduce l'ingresso senza visto per tutti i cittadini africani

Paesaggio costiero a Lomé, in Togo
Photo — Unsplash

Punti chiave

  • Il Togo ha abolito ufficialmente l'obbligo di visto e le relative tasse per tutti i cittadini dei paesi africani.
  • La misura punta a sostenere l'Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA) e ad agevolare il commercio transfrontaliero.
  • Con questa scelta il Togo si propone come polo regionale, accanto ad altri paesi come Ruanda e Kenya che offrono libero accesso agli africani.
  • I viaggiatori di tutta l'Africa possono ora entrare in Togo per affari o turismo con un passaporto valido.

Il Togo abolisce l’obbligo di visto per tutti i titolari di passaporto africano

Il governo togolese ha eliminato costi e obblighi di visto d’ingresso per tutti i cittadini dei paesi africani, per favorire l’unità

Il Togo è passato ufficialmente a un regime senza visto per tutti i viaggiatori africani: i cittadini di tutto il continente possono entrare nel paese senza visto preventivo né tasse d’ingresso. Con questo cambiamento il Togo punta a proporsi come uno dei principali sostenitori dell’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA), eliminando gli ostacoli alla circolazione di persone e merci.

L’annuncio è stato confermato attraverso i canali ufficiali del governo ed è in linea con l’Agenda 2063 dell’Unione africana, che invita gli Stati membri ad adottare politiche senza visto per rafforzare l’integrazione economica. Con questa misura il Togo si aggiunge a un elenco crescente di paesi africani, come Ruanda, Gambia e Kenya, che hanno scelto politiche di frontiere aperte per gli altri africani.

Il sostegno all’Area di libero scambio continentale africana

Secondo il portale ufficiale della Repubblica Togolese, la decisione è una scelta strategica per trasformare il paese in un polo regionale per affari e turismo. Il governo ha sottolineato che semplificare le procedure d’ingresso porterà benefici diretti al settore dell’ospitalità e renderà più scorrevole il commercio transfrontaliero.

“Il nostro obiettivo è fare del Togo una terra di accoglienza e un crocevia di scambi”, hanno dichiarato i rappresentanti del governo durante l’introduzione della misura. L’iniziativa segue precedenti accordi bilaterali, ma ora estende lo status di esenzione dal visto ai cittadini di tutti gli altri Stati membri dell’Unione Africana. Eliminando questi ostacoli burocratici, il paese prevede un aumento significativo degli arrivi e degli investimenti dal resto del continente.

Le tendenze regionali della mobilità in Africa occidentale

Questa novità riflette una tendenza regionale più ampia verso frontiere digitali e aperte in Africa occidentale. Mentre il Togo ha scelto l’esenzione totale, il Ghana ha di recente approvato un sistema di e-visa per i viaggiatori africani, per snellire le proprie procedure d’ingresso. Questi cambiamenti mostrano uno sforzo comune dei membri dell’ECOWAS e dei paesi vicini per modernizzare i propri sistemi di immigrazione.

L’abolizione delle tasse sul visto è particolarmente importante per chi viaggia con un budget limitato e per i piccoli commercianti che attraversano spesso le frontiere. In passato, i costi del visto e i tempi di attesa scoraggiavano molti cittadini africani che volevano scoprire il Togo o fare affari nella capitale, Lomé.

L’impatto sul turismo e sul trasporto aereo

Il governo togolese prevede che la misura darà impulso alla compagnia aerea di bandiera e al turismo locale. Rendendo più semplice la procedura d’ingresso, il paese punta ad attirare più conferenze, vertici d’affari e turisti, finora frenati dalle pratiche per il visto.

Le autorità hanno precisato che la misura è in vigore da subito e che le autorità di frontiera hanno ricevuto istruzioni per agevolare l’ingresso dei cittadini africani con un passaporto valido del proprio paese. Restano comunque in vigore le normali regole d’ingresso: servono un passaporto valido per almeno sei mesi, un certificato di vaccinazione contro la febbre gialla (obbligatorio per tutti gli arrivi in Togo) e la prova di un viaggio di proseguimento. Il passo è considerato una svolta nella politica estera del Togo, che mette la solidarietà continentale davanti alla tradizionale reciprocità dei visti.


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