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Sistemi di frontiera e d'ingresso

La Thailandia apre i varchi automatici a 33 nazionalità

Viaggiatori nella hall a volta dell'aeroporto di Suvarnabhumi, a Bangkok, in Thailandia
Photo — Markus Winkler / Unsplash

Punti chiave

  • Il cambiamento principale: la Thailandia ha aperto i varchi automatici di controllo di frontiera (ABC) dell'aeroporto di Suvarnabhumi, a Bangkok, ai viaggiatori di 33 nazionalità, tra cui Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Prima potevano usare i varchi in arrivo solo i cittadini thailandesi, i titolari di passaporto di Singapore e i titolari di documenti di Hong Kong.
  • Valgono quattro condizioni: il viaggiatore deve avere un passaporto ammesso, aver compilato la Carta d'arrivo digitale per la Thailandia (TDAC), aver già visitato il paese con lo stesso passaporto e con i dati biometrici registrati, ed entrare con l'esenzione dal visto di 30 giorni. Chi arriva per la prima volta e chi ha un visto passa ancora dal banco presidiato.
  • Gli Stati Uniti non sono nell'elenco: i cittadini statunitensi non figurano tra le 33 nazionalità ammesse, pur avendo diritto all'esenzione dal visto di 30 giorni.
  • Il problema da risolvere: Suvarnabhumi gestisce fino a 70.000 arrivi internazionali al giorno. Le autorità thailandesi stimano che l'ampliamento possa coprire circa il 53% degli arrivi internazionali, con circa 6,5 milioni di viaggiatori per soggiorni brevi e 900.000 titolari di visti per soggiorni lunghi quando il sistema sarà pienamente operativo.

I varchi sono operativi dopo un avvio graduale annunciato in estate, ma quattro condizioni limitano per ora chi può usarli

La Thailandia ha aperto i varchi automatici di frontiera dell’aeroporto di Suvarnabhumi, a Bangkok, ai viaggiatori di 33 nazionalità, ampliando un sistema prima riservato ai cittadini thailandesi, ai titolari di passaporto di Singapore e ai titolari di documenti di viaggio di Hong Kong. L’ampliamento aggiunge 31 nazionalità ai varchi in arrivo, secondo un annuncio del governo thailandese, che ha presentato il piano il 17 agosto 2026 e ne ha confermato l’operatività il 26 agosto 2026 tramite il suo Public Relations Department, l’ufficio di comunicazione del governo.

La segnaletica installata a Suvarnabhumi e le prime testimonianze dei viaggiatori confermano che il sistema funziona. Avere un passaporto di uno dei 33 paesi ammessi, però, non basta per usare i varchi. Per ora valgono quattro condizioni, e chi non le soddisfa tutte deve continuare a passare dai banchi di frontiera presidiati.

Prima di questo ampliamento, la gestione automatica degli arrivi a Suvarnabhumi era limitata ai thailandesi e alle due nazionalità straniere già autorizzate (Singapore e Hong Kong). I varchi automatici in uscita, invece, sono aperti a tutti i titolari di passaporto biometrico dal 15 dicembre 2023, qualunque sia la nazionalità.

Quali nazionalità possono usare i varchi automatici in arrivo?

La segnaletica di Suvarnabhumi elenca 33 paesi e territori i cui cittadini possono usare i varchi automatici all’arrivo: Australia, Austria, Belgio, Canada, Cechia, Corea del Sud, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Hong Kong, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Malaysia, Malta, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria.

Gli Stati Uniti non compaiono nell’elenco, anche se i cittadini statunitensi hanno diritto all’esenzione dal visto di 30 giorni per turismo. Poter entrare senza visto non significa automaticamente poter usare i varchi automatici: i titolari di passaporto statunitense devono continuare a passare dai banchi presidiati.

Quali sono le quattro condizioni per usare i varchi all’arrivo?

I viaggiatori delle 33 nazionalità ammesse devono soddisfare tutte e quattro le condizioni seguenti:

1. Nazionalità ammessa. Il viaggiatore deve avere un passaporto rilasciato da uno dei 33 paesi o territori elencati a Suvarnabhumi.

2. Carta d’arrivo digitale per la Thailandia (TDAC) compilata. Il viaggiatore deve aver inviato la TDAC prima dell’arrivo. Questa carta digitale è obbligatoria per tutti i viaggiatori stranieri da maggio 2025 ed è gratuita.

3. Viaggio precedente in Thailandia con lo stesso passaporto. Il sistema recupera i dati biometrici che l’Immigration Bureau, l’ufficio immigrazione thailandese, ha già raccolto in una visita precedente. Chi arriva per la prima volta, o usa un passaporto nuovo senza un precedente ingresso nel paese, viene per ora indirizzato a un banco presidiato. In agosto il governo ha confermato che i viaggiatori con dati biometrici già registrati avrebbero avuto accesso per primi.

4. Ingresso con l’esenzione dal visto di 30 giorni. I varchi sono per ora configurati solo per l’ingresso senza visto. Dopo la lettura del passaporto, il sistema chiede al viaggiatore di confermare che entra con lo stato “Visa-Free (30 days)”. Chi ha un visto turistico, un visto per soggiorni lunghi o qualsiasi altra categoria deve ancora rivolgersi a un ufficiale di frontiera.

Chi usa i varchi automatici deve tenere presente che il varco può rilasciare una ricevuta di controllo invece del timbro tradizionale sul passaporto. La ricevuta conferma i dati d’ingresso e conviene conservarla per tutto il soggiorno.

I titolari di visto potranno usare i varchi automatici?

Le autorità thailandesi hanno spiegato che l’assetto attuale è una prima fase e che i titolari di visto potrebbero ottenere l’accesso più avanti. All’annuncio del 17 agosto 2026, i funzionari stimavano che circa 6,5 milioni di viaggiatori in più per soggiorni brevi potessero trarne vantaggio, insieme a circa 900.000 titolari di alcune categorie di visti per soggiorni lunghi.

A pieno regime, il governo thailandese stimava che la gestione automatica potesse coprire circa il 53% degli arrivi internazionali a Suvarnabhumi. I funzionari hanno sottolineato che l’avvio sarà graduale e dipenderà dalla disponibilità delle apparecchiature, dall’infrastruttura di sicurezza e dalla registrazione dei dati biometrici nelle varie categorie di visto.

L’Immigration Bureau non ha ancora indicato quali categorie di visti per soggiorni lunghi potranno rientrare nel controllo automatico, né quando arriverà questo ampliamento.

Che legame c’è tra i varchi e le nuove regole thailandesi sui visti?

L’ampliamento arriva pochi giorni dopo che la Thailandia ha rivisto il suo quadro di esenzione dal visto. Dal 15 settembre 2026 i cittadini di 60 paesi e territori, tra cui Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda, possono restare senza visto fino a 30 giorni, invece dei 60 giorni in vigore da luglio 2024.

La nuova esenzione di 30 giorni vale solo per turismo. Il regime precedente, di 60 giorni, copriva anche impegni di lavoro brevi e attività professionali urgenti. Con l’approvazione dell’ufficio immigrazione, chi entra con l’esenzione di 30 giorni può chiedere una proroga unica fino a 30 giorni aggiuntivi a un ufficio locale, per un massimo pratico di circa 60 giorni per ingresso.

I varchi di Suvarnabhumi gestiscono per ora solo i viaggiatori che entrano con questa esenzione di 30 giorni: varchi e nuove regole d’ingresso sono quindi strettamente collegati. Chi arriva con un visto turistico o con un’altra categoria non è ancora servito dal sistema automatico.

Che cos’è la Carta d’arrivo digitale per la Thailandia?

La Carta d’arrivo digitale per la Thailandia (TDAC) ha sostituito la vecchia carta cartacea di ingresso e uscita TM.6. È obbligatoria per tutti i viaggiatori stranieri da maggio 2025 e va compilata online prima dell’arrivo.

Il modulo ufficiale è gratuito e si invia attraverso la piattaforma predisposta dal governo thailandese. La Thailandia sta inoltre sviluppando l’app per l’immigrazione THIM, come parte di un piano più ampio di digitalizzazione delle procedure di frontiera.

Aprendo il controllo automatico degli arrivi ai viaggiatori stranieri, Bangkok affronta uno dei colli di bottiglia più persistenti del suo principale hub internazionale. Suvarnabhumi gestisce fino a circa 70.000 arrivi internazionali al giorno, con i picchi tra le 13 e le 17, quando la frontiera fa passare da 5.000 a 6.000 passeggeri all’ora.

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