Punti chiave
- Il SADC UniVisa ha compiuto "passi significativi verso l'adozione" dopo la revisione ministeriale
- Il progetto si sta muovendo verso l'esame da parte dei capi di Stato
- La SADC conta 16 Stati membri che potrebbero potenzialmente essere coperti dal visto comune
- Non sono ancora state annunciate una data di lancio, regole di idoneità o tariffe
Il progetto UniVisa si sta ora muovendo verso l’esame da parte dei capi di Stato, anche se non è stata fissata alcuna data di lancio
La Comunità di sviluppo dell’Africa australe (SADC) si è avvicinata all’adozione di un visto turistico comune che semplificherebbe i viaggi nei 16 Stati membri della regione.
Secondo un articolo sul SADC UniVisa pubblicato sul sito della Comunità di sviluppo dell’Africa australe (SADC) il 20 maggio 2026, il SADC UniVisa ha compiuto “passi significativi verso l’adozione e l’implementazione” dopo essere stato esaminato dai ministri del turismo. L’annuncio non significa che il visto sia già disponibile per i viaggiatori, ma conferma che l’iniziativa sta avanzando nel processo istituzionale regionale.
La SADC ha comunicato gli ultimi sviluppi a margine dell’Africa’s Travel Indaba, la principale fiera del turismo africano, che si tiene ogni anno a Durban, in Sudafrica, durante un evento congiunto con la Southern Africa Tourism Alliance.
Un passo avanti nella catena decisionale politica
Il SADC UniVisa viene presentato come uno strumento per semplificare i viaggi che coinvolgono più paesi dell’Africa australe, rendendo più fluidi gli itinerari transfrontalieri per i viaggiatori internazionali che combinano più destinazioni nello stesso viaggio.
Marygoreth Mushi, funzionaria del Segretariato SADC per lo sviluppo delle politiche e del mercato, ha dichiarato che il SADC Tourism UniVisa si sta muovendo verso la fase di esame da parte dei capi di Stato. Il progetto non viene più discusso solo all’interno del settore turistico, ma sembra avanzare lungo la catena decisionale politica regionale.
La SADC conta 16 Stati membri: Angola, Botswana, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Eswatini, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mauritius, Mozambico, Namibia, Seychelles, Sudafrica, Tanzania, Zambia e Zimbabwe.
Visti, accesso aereo e frontiere tra le priorità
Durante l’evento a Durban, le discussioni si sono concentrate su tre ambiti ritenuti essenziali per sviluppare il turismo regionale: visti, accesso aereo ed efficienza delle frontiere. Questi temi sono regolarmente citati dagli operatori turistici come ostacoli ai viaggi multi-destinazione nell’Africa australe, nonostante la vicinanza geografica di diverse attrazioni principali.
Il programma regionale include anche uno studio sull’accesso aereo, raccomandazioni sull’armonizzazione delle politiche di trasporto aereo e un audit dei valichi di frontiera che dovrebbe iniziare a luglio 2026. L’obiettivo è produrre linee guida di buone pratiche per i principali punti di ingresso della regione.
I partecipanti hanno discusso anche della necessità di procedure di frontiera più coerenti, corsie dedicate ai turisti e un maggiore coordinamento tra gli Stati membri. Ci si attende ora che la Southern Africa Tourism Alliance collabori con il Segretariato SADC per sviluppare una posizione regionale coordinata e basata sui dati su visti, accesso aereo ed efficienza delle frontiere, in vista del summit di agosto.
Basandosi sul KAZA UniVisa
Il progetto SADC UniVisa riprende lo slancio già visto su scala più piccola con il KAZA UniVisa. Il visto comune consente attualmente ai viaggiatori idonei di visitare Zambia e Zimbabwe con un unico visto, con la possibilità di effettuare escursioni giornaliere in Botswana attraverso alcuni valichi di frontiera. Il visto costa 50 USD ed è valido fino a 30 giorni, secondo determinate condizioni.
Nel 2024, i paesi della Kavango-Zambezi Transfrontier Conservation Area, che comprende Angola, Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe, hanno annunciato l’intenzione di ampliare questo meccanismo. L’iniziativa SADC UniVisa andrebbe oltre, puntando a un approccio regionale più ambizioso che potrebbe potenzialmente applicarsi a tutta la comunità dell’Africa australe.
Per i viaggiatori, un sistema del genere potrebbe ridurre il numero di domande di visto separate, semplificare i viaggi in più paesi e rendere più attraenti gli itinerari regionali. Per gli operatori del turismo, potrebbe favorire lo sviluppo di prodotti multi-paese, in particolare intorno ai parchi transfrontalieri, alle cascate Vittoria, ai safari e ai principali corridoi turistici dell’Africa australe.
Ancora nessuna data di lancio né regole di idoneità
Al momento, la SADC non ha annunciato una data di lancio, un elenco di nazionalità idonee, una tariffa, un periodo di validità o una piattaforma ufficiale di richiesta per il futuro SADC UniVisa. Non esistono quindi ancora procedure pratiche per i viaggiatori che vogliano fare domanda.
Le regole di ingresso restano quelle di ciascun paese di destinazione. I viaggiatori dovrebbero continuare a verificare i requisiti applicabili presso le autorità nazionali competenti prima di qualsiasi viaggio nell’Africa australe, specialmente quando pianificano spostamenti che coinvolgono più paesi della regione.
Ciò nonostante, il segnale che arriva dalla SADC è significativo. Il progetto del visto turistico comune non viene più presentato semplicemente come un’idea di facilitazione a lungo termine: è ora collegato a un calendario di lavoro regionale, a discussioni ministeriali e a misure complementari su frontiere e accesso aereo.




