Punti chiave
- Emirates ha diffuso un avviso di viaggio che invita i passeggeri a controllare i requisiti d'ingresso legati all'Ebola
- Gli Stati Uniti impongono a chi arriva da RDC, Uganda e Sud Sudan di entrare da aeroporti designati per i controlli
- Il Canada ha annunciato un divieto d'ingresso di 90 giorni per i residenti dei tre paesi coinvolti
- L'UE afferma che i controlli in ingresso non sono necessari, perché il rischio per la popolazione resta basso
L’avviso arriva dopo che l’OMS ha dichiarato l’epidemia di Ebola nella RDC un’emergenza sanitaria di rilevanza internazionale
Emirates ha diffuso un avviso di viaggio che invita i passeggeri a controllare i requisiti d’ingresso della destinazione prima di volare, mentre diversi paesi introducono controlli rafforzati e restrizioni ai viaggi legati all’Ebola.
Secondo Gulf News, la compagnia di Dubai ha pubblicato un aggiornamento il 28 maggio in cui afferma che diversi paesi hanno adottato «restrizioni all’ingresso e/o controlli rafforzati a causa del virus Ebola». La compagnia ha invitato i viaggiatori a verificare i requisiti più recenti sui canali governativi ufficiali prima di partire.
L’allerta arriva dopo che, all’inizio del mese, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale, citando un rischio elevato di diffusione nei paesi confinanti. Da allora i governi di tutto il mondo hanno rafforzato le misure sanitarie sui viaggi, in particolare per i passeggeri che arrivano da RDC, Uganda e Sud Sudan.
Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno introdotto finora alcune delle misure più severe. Secondo un avviso del 28 maggio del Dipartimento di Stato statunitense, i cittadini statunitensi che sono stati in RDC, Uganda o Sud Sudan nei 21 giorni precedenti l’arrivo devono entrare nel paese soltanto da aeroporti designati, per controlli rafforzati sull’Ebola.
I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi e il Dipartimento per la Sicurezza Interna effettuano controlli della temperatura, verifica della storia di viaggio e monitoraggio dei sintomi in alcuni aeroporti selezionati, tra cui Washington Dulles e l’aeroporto internazionale Hartsfield-Jackson di Atlanta.
Gli Stati Uniti hanno esteso le restrizioni anche a chi ha la green card e ha viaggiato di recente nei paesi coinvolti.
Canada
Il Canada ha annunciato un divieto d’ingresso di 90 giorni per i residenti di RDC, Uganda e Sud Sudan a partire dal 28 maggio. I cittadini canadesi e i residenti permanenti che rientrano da quei paesi senza sintomi dovranno comunque restare in quarantena per 21 giorni.
Bahamas
Le Bahamas hanno introdotto un divieto d’ingresso di 30 giorni per i residenti dei paesi coinvolti e annunciato controlli rafforzati e possibili misure di quarantena per alcuni viaggiatori.
India
L’India ha avviato controlli e attività di sorveglianza negli aeroporti e ha consigliato ai propri cittadini di evitare viaggi non essenziali in Congo, Uganda e Sud Sudan.
Giordania, Bahrein e Thailandia
Giordania e Bahrein hanno sospeso temporaneamente l’ingresso ad alcuni viaggiatori in arrivo dai paesi africani coinvolti. La Thailandia ha limitato gli arrivi da RDC e Uganda all’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok, dove sono in vigore controlli e misure di quarantena.
Kenya
Il Kenya ha rafforzato i controlli sui viaggiatori nei punti d’ingresso a più alto rischio e ha attivato strutture di isolamento nell’ambito dei suoi piani di contenimento.
Unione Europea
Il Comitato per la sicurezza sanitaria dell’Unione Europea ha dichiarato che i controlli in ingresso non erano necessari per i passeggeri in arrivo da RDC e Uganda, affermando che il rischio per la popolazione nel suo insieme resta basso.
Messico
Il Messico ha inasprito le procedure di controllo negli aeroporti e ha invitato i viaggiatori a evitare il Congo.




