Punti chiave
- Il Parlamento giapponese ha approvato una legge che crea le basi giuridiche per JESTA il 29 maggio 2026
- Il sistema si applicherà ai viaggiatori esenti da visto in visita in Giappone per soggiorni brevi
- JESTA non sarà obbligatoria fino a una data stabilita dal governo, entro e non oltre il 31 marzo 2029
- La legge alza anche i tetti massimi delle tasse di immigrazione per le richieste di soggiorno e residenza permanente
Il sistema si applicherà ai viaggiatori esenti da visto, ma non sarà obbligatorio fino a una data stabilita dal governo, entro e non oltre il 31 marzo 2029
Il Parlamento giapponese ha approvato una legge che crea le basi giuridiche per JESTA, il Japan Electronic System for Travel Authorization, che alla fine richiederà ai viaggiatori esenti da visto di ottenere un’autorizzazione elettronica prima di visitare il paese per soggiorni brevi.
Secondo NHK World, la revisione della Legge sul Controllo dell’Immigrazione e il Riconoscimento dei Rifugiati è stata adottata il 29 maggio 2026, in una sessione plenaria della Camera dei Consiglieri con 186 voti favorevoli e 58 contrari, dopo essere già stata approvata dalla Camera dei Rappresentanti il 28 aprile 2026.
La misura non pone fine ai viaggi senza visto, ma aggiunge una formalità preventiva prima dell’ingresso per i soggiorni brevi, seguendo il modello delle autorizzazioni elettroniche già in uso o in fase di sviluppo in diversi paesi.
Come funzionerà JESTA
I viaggiatori interessati dalla misura dovranno inviare le informazioni elettronicamente, così che le autorità possano verificare che soddisfino i requisiti di ingresso. La procedura è rivolta a chi non ha bisogno di un visto per viaggiare in Giappone ma desidera entrare nel paese per soggiorni brevi, incluso il turismo.
Il sistema non dovrebbe applicarsi solo agli arrivi via aerea. Anche i passeggeri delle navi da crociera e alcuni viaggiatori in transito diretto attraverso il Giappone dovrebbero rientrare nell’ambito del futuro JESTA. Le regole esatte dovranno ancora essere definite dalle autorità giapponesi prima del lancio del sistema.
Una volta operativa, ottenere questa certificazione diventerà uno dei requisiti di ingresso per i viaggiatori interessati. La riforma è pensata per rafforzare i controlli sull’immigrazione, rendendo al tempo stesso più fluide le procedure di arrivo. La legge prevede inoltre che l’autorizzazione elettronica possa, in alcuni casi, sostituire alcune formalità tradizionalmente completate durante il controllo di ingresso.
JESTA non sarà obbligatoria da subito
L’adozione della legge non significa che JESTA entri in vigore immediatamente. Il testo prevede un’attuazione graduale, con una data da stabilire tramite ordinanza governativa. Per le disposizioni principali relative all’autorizzazione elettronica, l’attuazione dovrà avvenire entro e non oltre il 31 marzo 2029.
I viaggiatori non devono ancora richiedere JESTA. Le procedure esatte del sistema, il portale di richiesta, le informazioni necessarie, il periodo di validità e l’importo della tassa dovranno essere specificati dalle autorità giapponesi prima del lancio.
Anche le tasse di immigrazione sono destinate ad aumentare
La riforma alza anche i tetti massimi previsti dalla legge per diverse tasse legate alle procedure di immigrazione e residenza in Giappone. Il testo modifica l’Articolo 67 della legge, portando i tetti a 100.000 yen ($629) per alcune richieste di modifica o rinnovo dello status di residenza, 300.000 yen ($1.887) per la residenza permanente e 10.000 yen ($63) per alcuni permessi di rientro.
Questi importi sono limiti massimi previsti dalla legge. Le tasse effettivamente applicate saranno stabilite tramite ordinanza governativa. La legge prevede inoltre che alcune tasse legate alle nuove certificazioni elettroniche, inclusa quella prevista per i viaggiatori esenti da visto, saranno definite in seguito tramite regolamenti.
In linea con una tendenza internazionale
Con JESTA, il Giappone si unisce a una tendenza ormai consolidata nelle politiche di gestione delle frontiere. Gli Stati Uniti utilizzano da tempo l’ESTA, il Regno Unito sta introducendo la sua ETA, il Canada applica l’eTA e l’Unione Europea si prepara a lanciare ETIAS.
Questi sistemi hanno un elemento in comune: non sono visti in senso tradizionale, ma autorizzazioni preventive richieste ad alcuni viaggiatori esenti da visto. Permettono alle autorità di verificare le informazioni prima della partenza, invece che solo alla frontiera all’arrivo.
Per il Giappone, la questione è legata anche alla forte ripresa del turismo internazionale. Il paese sta di nuovo accogliendo un alto numero di visitatori stranieri e cerca di bilanciare l’attrattiva turistica, la fluidità degli arrivi e un controllo più solido dell’immigrazione.
Cronologia legislativa
L’adozione della legge conclude un processo in corso da diversi mesi. Dopo le prime proposte incentrate sul controllo di alcuni viaggiatori prima del loro arrivo, il governo giapponese ha approvato il disegno di legge il 10 marzo 2026. Il Parlamento ha fornito ulteriori dettagli sul futuro JESTA nell’aprile 2026, prima che la legge venisse approvata dalla Camera dei Rappresentanti il 28 aprile e dalla Camera dei Consiglieri il 29 maggio.




