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Avvisi di viaggio

Gli Stati Uniti riducono a 20 le ambasciate che elaborano visti in Africa

La Table Mountain che domina la città di Città del Capo, Sudafrica
Photo — Unsplash

Punti chiave

  • Gli Stati Uniti ridurranno le sedi che elaborano visti in Africa da quasi 50 a 20 poli
  • La modifica dovrebbe entrare in vigore a giugno, anche se non è stata annunciata una data precisa
  • I cittadini dei paesi senza un polo dovranno spostarsi verso una delle sedi autorizzate per fare domanda
  • La misura rientra nell'impegno più ampio dell'amministrazione Trump per limitare l'immigrazione

I cittadini dei paesi senza un polo dovranno recarsi in una delle 20 sedi autorizzate per richiedere un visto statunitense

Il Dipartimento di Stato USA intende ridurre drasticamente il numero di ambasciate e consolati in Africa abilitati a elaborare i visti, passando da quasi 50 sedi a sole 20.

Secondo AP News, tre funzionari statunitensi e un promemoria interno ottenuto dall’agenzia hanno confermato che la riduzione avverrà nelle prossime settimane. Non è stata fissata una data precisa, ma la modifica è attesa a giugno.

La decisione rientra nella stretta più ampia dell’amministrazione Trump sui visti per immigrati e non immigrati, con l’obiettivo di ridurre l’immigrazione negli Stati Uniti e di colpire chi entra con un visto temporaneo e resta oltre i termini consentiti. L’amministrazione ha inoltre ridotto il personale nelle sedi diplomatiche di tutto il mondo.

I diplomatici informati in una conference call

Durante una conference call venerdì scorso, i diplomatici statunitensi, compresi i responsabili consolari, hanno appreso che i servizi per i visti in Africa sarebbero stati ridimensionati, secondo un funzionario che ha partecipato alla chiamata.

Una direttiva approvata la settimana scorsa dal segretario di Stato Marco Rubio impone al Dipartimento di Stato di limitare le operazioni consolari a 20 “poli” nel continente.

Un onere di viaggio per i richiedenti

Con la nuova organizzazione, i cittadini dei paesi privi di un polo dovranno recarsi in una delle 20 sedi designate per richiedere il visto, con possibili difficoltà logistiche e spese considerevoli.

L’elaborazione dei visti in Africa ha già subito disagi a causa dei divieti di viaggio verso alcuni paesi, di una cauzione fino a $15.000 per alcuni richiedenti e, più di recente, delle restrizioni legate all’epidemia di Ebola.

Servizi limitati nelle sedi senza polo

Le sezioni consolari nei paesi senza polo resteranno aperte, ma con servizi ridotti. Continueranno a occuparsi dei rinnovi dei passaporti e delle richieste d’emergenza dei cittadini statunitensi, oltre che dei casi di particolare interesse nazionale e delle domande di visto diplomatico.

La risposta del Dipartimento di Stato

Il Dipartimento di Stato non ha commentato i dettagli del promemoria, ma ha dichiarato di essere “costantemente impegnato a valutare le proprie operazioni all’estero per impiegare le risorse dei contribuenti in modo da promuovere le priorità dell’America nel modo più efficiente ed efficace possibile.”

Ha aggiunto che questo “comprende una procedura per i visti che mantenga standard rigorosi di screening e verifica di sicurezza e allinei risorse e capacità operative agli interessi nazionali dell’America.”

I 20 poli per l’elaborazione dei visti

Le 20 sedi che continueranno a elaborare tutti i tipi di visto sono: Abidjan (Costa d’Avorio), Accra (Ghana), Addis Abeba (Etiopia), Città del Capo (Sudafrica), Dakar (Senegal), Dar es Salaam (Tanzania), Gibuti (Gibuti), Johannesburg (Sudafrica), Kampala (Uganda), Kigali (Ruanda), Kinshasa (Congo), Lagos (Nigeria), Lomé (Togo), Luanda (Angola), Malabo (Guinea Equatoriale), Monrovia (Liberia), Nairobi (Kenya), Port Louis (Mauritius), Praia (Capo Verde) e Yaoundé (Camerun).

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