Punti chiave
- Il visto per nomadi digitali F-1-D della Corea del Sud è partito il 30 giugno 2026
- È destinato ai lavoratori da remoto che percepiscono redditi da datori di lavoro o clienti fuori dalla Corea
- Per i richiedenti tra i 18 e i 34 anni che vivono fuori dalla Grande Seul la soglia di reddito è più bassa
- Il soggiorno massimo è passato dai due anni della fase pilota a tre anni
Un visto per il lavoro da remoto con regole più semplici
La Corea del Sud ha aperto ufficialmente il suo visto per nomadi digitali con criteri di ammissibilità molto più semplici di quelli applicati durante la fase pilota del programma. Il visto F-1-D, chiamato informalmente visto “workation”, è partito il 30 giugno 2026 e si rivolge ai cittadini stranieri che lavorano da remoto per aziende con sede fuori dalla Corea.
A differenza di un normale visto di lavoro coreano, l’F-1-D non richiede un rapporto di lavoro con un’azienda coreana. È pensato per i lavoratori da remoto che percepiscono redditi da datori di lavoro o clienti esteri.
Cosa è cambiato rispetto alla fase pilota
Il visto arriva dopo una sperimentazione durata da gennaio 2024 a maggio 2026. In quel periodo i richiedenti dovevano di norma dimostrare redditi pari al doppio del reddito nazionale lordo per abitante dell’anno precedente in Corea del Sud: una soglia alta, che limitava l’accesso.
Le nuove regole abbassano quella soglia per gruppi specifici. Chi ha tra i 18 e i 34 anni e si impegna a vivere fuori dalla Grande Seul (Seul, Incheon e la provincia di Gyeonggi) deve ora dimostrare redditi pari a una volta il reddito nazionale lordo per abitante dell’anno precedente. Nel 2025 il reddito nazionale lordo per abitante della Corea del Sud era di 36.963 $.
I requisiti di reddito variano anche in base al luogo di insediamento, comprese le aree designate come a calo demografico, per incentivare i lavoratori da remoto a stabilirsi lontano dalla capitale.
Soggiorni più lunghi ora possibili
Il programma ha portato il soggiorno massimo dai due anni previsti dalla fase pilota a tre anni, dando ai nomadi digitali più tempo per organizzarsi.
Come lo vede il governo
Il ministro della Giustizia Jung Sung-ho ha dichiarato che il programma vuole “ampliare le opportunità per i talenti creativi di tutto il mondo” e “definire un modello di insediamento che spinga le persone altamente qualificate a scoprire il fascino del paese”.
Maggiori informazioni sui documenti d’ingresso sono disponibili nella pagina dedicata alla Corea del Sud.




