Punti chiave
- Dieci paesi Schengen hanno controlli alle frontiere interne in vigore fino a metà 2026
- I controlli della Germania si estendono fino a settembre 2026, i più lunghi tra tutti i paesi
- Le guardie di frontiera possono richiedere documenti d'identità ed effettuare controlli approfonditi
- I cittadini esenti dal visto devono monitorare la loro franchigia Schengen di 90 giorni
I viaggiatori che attraversano le frontiere nei paesi interessati potrebbero dover mostrare un documento d’identità
Dieci paesi Schengen hanno attualmente controlli alle frontiere interne in vigore, con misure che si protraggono fino a diverse date del 2026. Secondo la Commissione europea, Austria, Danimarca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Slovenia e Svezia mantengono i controlli fino a un periodo compreso tra marzo e giugno 2026, mentre quelli della Germania si estendono fino a settembre 2026.
Le guardie di frontiera nei paesi interessati possono richiedere documenti d’identità ed effettuare controlli approfonditi sui viaggiatori che attraversano le frontiere interne Schengen. I viaggiatori devono avere sempre con sé un documento d’identità, e i cittadini esenti dal visto devono prestare attenzione alla loro franchigia Schengen di 90 giorni su un periodo di 180 giorni.
Controlli di frontiera attuali per paese
La Germania ha i controlli più duraturi, in vigore dal 16 marzo 2026 al 15 settembre 2026. I controlli si applicano ai confini terrestri con Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca e Polonia. Il governo cita la persistente migrazione irregolare, il traffico di migranti e la situazione di sicurezza globale, compresi i conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
L’Austria ha controlli ai confini terrestri e fluviali con la Slovacchia, e ai confini terrestri con Repubblica Ceca, Ungheria e Slovenia fino al 15 giugno 2026, citando la migrazione irregolare lungo le rotte balcaniche e la situazione di sicurezza in Medio Oriente.
La Slovenia mantiene i controlli ai confini terrestri con Croazia e Ungheria fino al 21 giugno 2026, citando le Olimpiadi invernali in Italia, le minacce terroristiche e l’instabilità nei paesi limitrofi dell’UE.
L’Italia ha controlli al confine terrestre con la Slovenia fino al 18 giugno 2026, citando minacce terroristiche, migrazione irregolare lungo la rotta dei Balcani occidentali e rischi per la sicurezza legati al Giubileo Universale e alle Olimpiadi invernali.
I Paesi Bassi hanno controlli ai confini terrestri con Belgio e Germania, oltre che alle frontiere aeree intra-Schengen, fino all’8 giugno 2026, citando l’elevato numero di domande d’asilo e un sistema migratorio sovraccarico.
La Polonia mantiene i controlli ai confini terrestri con Germania e Lituania fino al 1° ottobre 2026, citando la pressione migratoria e la migrazione irregolare.
La Danimarca ha controlli ai confini terrestri e marittimi con la Germania fino all’11 maggio 2026, citando minacce di sabotaggio dalla Russia e il terrorismo legato al conflitto tra Israele e Hamas.
La Norvegia mantiene i controlli nei porti con collegamenti in traghetto verso l’area Schengen fino all’11 maggio 2026, citando minacce al settore energetico e timori di sabotaggio da parte dei servizi di intelligence russi.
La Svezia ha controlli a tutte le frontiere interne fino all’11 maggio 2026, citando la criminalità transfrontaliera e le minacce da parte di gruppi islamisti violenti.
La Francia ha controlli a tutte le frontiere aeree e marittime interne, oltre che ai confini terrestri con Belgio, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Spagna e Italia fino al 30 aprile 2026, citando minacce jihadiste, attacchi antisemiti e migrazione irregolare al confine franco-britannico.
Perché sono in vigore i controlli di frontiera
I controlli alle frontiere interne non sono generalmente consentiti all’interno dell’area Schengen, poiché rallentano il traffico e ostacolano la mobilità nel Mercato Unico Europeo. Tuttavia, il Codice frontiere Schengen consente agli Stati membri di reintrodurre temporaneamente i controlli in caso di grave minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza interna.
Queste misure sono pensate come ultima risorsa e devono essere limitate per ambito e durata. Diverse forme di controlli alle frontiere interne sono in vigore in vari paesi Schengen dalla fine del 2015.




