Punti chiave
- Una regola proposta imporrebbe a chi richiede l'ESTA di dichiarare le informazioni sui propri account social
- Un viaggiatore su tre tra quelli intervistati dice che sarebbe meno propenso a visitare gli Stati Uniti se la politica venisse introdotta
- Gli Stati Uniti potrebbero perdere fino a 15,7 miliardi di dollari di spesa dei visitatori e 157.000 posti di lavoro, secondo la ricerca
- Due terzi dei viaggiatori dei paesi idonei all'ESTA sono già a conoscenza della modifica proposta
Un viaggiatore internazionale su tre dice che sarebbe meno propenso a visitare gli Stati Uniti se la politica venisse applicata, secondo una nuova ricerca
Una regola proposta negli Stati Uniti che imporrebbe a chi richiede l’ESTA di dichiarare i propri account social potrebbe scoraggiare milioni di visitatori internazionali e costare al paese fino a 15,7 miliardi di dollari di mancata spesa turistica, avverte una nuova ricerca. Il World Travel & Tourism Council (WTTC) ha pubblicato i risultati il 28 gennaio 2026, sulla base di un sondaggio su quasi 5.000 viaggiatori dei paesi idonei all’ESTA.
Un terzo degli intervistati ha dichiarato che sarebbe un po’ o molto meno propenso a visitare gli Stati Uniti nei prossimi due-tre anni se le modifiche venissero introdotte. Solo il 12% si è detto più propenso a visitarli, con un calo netto significativo dell’intenzione di viaggio.
La presidente del WTTC Gloria Guevara ha avvertito che la politica metterebbe gli Stati Uniti in svantaggio competitivo:
“Ci sono tantissimi posti dove viaggiare, e i viaggiatori ESTA sceglieranno un’altra destinazione. Vedremo un calo, e il calo si traduce in posti di lavoro.”
Il possibile impatto economico
Nello scenario di massimo impatto, il WTTC stima che gli Stati Uniti potrebbero registrare 4,7 milioni di arrivi internazionali in meno, pari a un calo del 23,7% dei visitatori dai paesi ESTA nel 2026. La ricerca, condotta insieme a GSIQ e Oxford Economics, prevede perdite più ampie di PIL turistico per 21,5 miliardi di dollari e fino a 157.000 posti di lavoro americani a rischio.
Il WTTC ha notato che questa cifra di posti persi equivale al numero di posti creati in media in un trimestre negli Stati Uniti, ed è tre volte la creazione media mensile del 2025.
I viaggiatori considerano la politica invasiva
Due terzi degli intervistati hanno detto di essere già a conoscenza della modifica proposta. Una quota ancora maggiore ha dichiarato che la politica renderebbe gli Stati Uniti meno accoglienti e meno attraenti sia per i viaggi di piacere sia per quelli d’affari.
Rispetto ad altre grandi destinazioni, la politica statunitense proposta è stata percepita come nettamente più invasiva dei requisiti d’ingresso di Regno Unito, Giappone, Canada ed Europa occidentale.
Cosa prevede la regola proposta
La modifica, pubblicata sul Federal Register dalla US Customs and Border Protection (CBP), riguarderebbe chi viaggia usando l’Electronic System for Travel Authorization (ESTA) nell’ambito del Visa Waiver Program. I cittadini di oltre 40 paesi idonei, tra cui Regno Unito, Australia, Giappone e Germania, usano oggi l’ESTA per visitare gli Stati Uniti fino a 90 giorni senza visto.
Attualmente chi richiede l’ESTA fornisce informazioni come numero di passaporto, data di nascita ed eventuali precedenti penali. La modifica proposta aggiungerebbe ai requisiti la dichiarazione degli account social.
Parte di misure migratorie più ampie
La proposta segue l’ordine esecutivo del presidente Donald Trump intitolato “Protecting the United States From Foreign Terrorists and Other National Security and Public Safety Threats”, firmato nel gennaio 2025. L’ordine afferma che gli Stati Uniti devono essere “vigili durante la procedura di rilascio dei visti” per garantire che chi viene ammesso “non intenda danneggiare gli americani o i nostri interessi nazionali”.




