Punti chiave
- Tutti i viaggiatori diretti negli USA dalle nazioni africane colpite devono entrare tramite Washington Dulles (IAD).
- L'OMS ha dichiarato il virus Ebola Bundibugyo un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale.
- Malaysia e Thailandia hanno introdotto controlli rafforzati per i passeggeri provenienti dagli hub di transito regionali.
- I viaggiatori potrebbero dover cambiare itinerario o affrontare controlli sanitari rafforzati in base alla loro recente cronologia di viaggio.
A maggio 2026 diversi paesi introducono controlli rafforzati e restrizioni ai viaggi per gli arrivi dalle regioni colpite dall’Ebola
Diverse nazioni in Nord America, Asia ed Europa hanno avviato misure sanitarie d’emergenza alle frontiere internazionali. La decisione segue la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 17 maggio 2026, che ha designato l’attuale epidemia di Ebola in Africa orientale e centrale come emergenza sanitaria globale.
Gli USA limitano l’ingresso a un solo aeroporto
Gli Stati Uniti hanno limitato l’ingresso ai viaggiatori che hanno visitato la Repubblica Democratica del Congo (RDC), l’Uganda o il Sud Sudan negli ultimi 21 giorni. Dal 21 maggio 2026, tutti questi passeggeri—compresi i cittadini statunitensi—devono modificare l’itinerario per entrare attraverso il Washington Dulles International Airport (IAD).
L’Ambasciata e i Consolati degli Stati Uniti nel Regno Unito hanno confermato che il CDC e la CBP condurranno controlli sanitari rafforzati in questa sede. Inoltre, il CDC ha autorizzato un’ordinanza ai sensi del Title 42 per limitare potenzialmente l’ingresso dei cittadini non statunitensi provenienti dalle aree colpite.
Monitoraggio rafforzato nel Sud-est asiatico
Malaysia e Thailandia stanno intensificando la sorveglianza ai principali punti d’ingresso. Le autorità si concentrano sui viaggiatori in transito attraverso hub come Dubai, Doha e Singapore provenienti dall’Uganda o dalla RDC.
Il governo malese ha dichiarato di “rafforzare le misure di preparazione e monitoraggio” per garantire la sicurezza delle frontiere, nonostante non siano stati rilevati casi locali.
Risposta sanitaria dell’Unione Europea
La Commissione europea sta coordinandosi con il Comitato per la sicurezza sanitaria per monitorare i rischi. Il 20 maggio, la Commissione europea ha annunciato l’avvio della Global Health Resilience Initiative per potenziare la sorveglianza delle acque reflue e i test diagnostici negli Stati membri.
Sostegno e sorveglianza del governo britannico
Il Regno Unito ha aumentato il proprio sostegno agli sforzi di contenimento nella RDC. La ministra degli Esteri Yvette Cooper ha sottolineato la necessità di un’azione rapida dopo una riunione interministeriale del 21 maggio.
“È fondamentale agire ora per salvare vite: epidemie come l’Ebola non si fermano alle frontiere”, ha osservato Cooper.
I viaggiatori dovrebbero inoltre monitorare eventuali sospensioni temporanee delle operazioni sui visti che potrebbero incidere sui tempi di lavorazione nella regione.




