Punti chiave
- Da febbraio 2026 il Regno Unito richiede ai cittadini non soggetti a visto, esclusi i cittadini britannici e irlandesi, di avere un'ETA prima di partire.
- Chi ha la doppia cittadinanza britannica non può richiedere l'ETA e deve usare un passaporto britannico valido o un Certificate of Entitlement digitale.
- Una soluzione temporanea permette ad alcuni cittadini con doppia nazionalità di viaggiare con un passaporto britannico scaduto insieme a un passaporto straniero valido, ma la decisione spetta al vettore.
- Di solito la decisione arriva entro un giorno, ma può richiedere fino a tre giorni lavorativi, quindi è meglio fare richiesta almeno tre giorni lavorativi prima della partenza.
L’Home Office ora richiede ai visitatori, tranne i cittadini britannici e irlandesi, di avere un’ETA o un eVisa prima dell’imbarco.
Dal 25 febbraio 2026 il Regno Unito applica in pieno il sistema dell’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA), una tappa importante nel passaggio del paese a un sistema di immigrazione “digitale per impostazione predefinita”. In pratica, quasi tutti i viaggiatori che non hanno bisogno di un visto, compresi i cittadini di UE, Stati Uniti e Australia, devono ora ottenere un’autorizzazione digitale prima di salire su un aereo, un traghetto o un treno diretto nel Regno Unito.
Secondo una dichiarazione scritta al Parlamento del Regno Unito, il governo applica ora in modo rigoroso i controlli sull’“autorizzazione al viaggio”. Con le nuove regole, i vettori sono obbligati per legge a verificare, prima dell’imbarco, che i passeggeri abbiano un’ETA, un eVisa o un documento fisico valido che dimostri il loro diritto di ingresso.
Nuove difficoltà per chi ha la doppia cittadinanza britannica
L’introduzione del sistema ha creato complicazioni specifiche per chi ha la doppia cittadinanza britannica e finora entrava nel Regno Unito con un passaporto straniero. I cittadini britannici non sono soggetti al controllo dell’immigrazione, quindi non possono ottenere un’ETA. Tuttavia, se il viaggiatore usa un passaporto non britannico, ora il vettore deve vedere una prova della cittadinanza britannica per consentire l’imbarco.
“I cittadini britannici, compresi quelli con doppia cittadinanza, non possono ottenere un’ETA e devono dimostrare la propria autorizzazione a viaggiare e a entrare alla frontiera del Regno Unito con un passaporto britannico valido o con un passaporto contenente un Certificate of Entitlement (CoE) al diritto di dimora”, ha confermato l’Home Office nelle sue indicazioni ufficiali.
Per limitare i disagi ai viaggiatori, il governo ha introdotto una misura temporanea. I vettori possono, a loro discrezione, consentire il viaggio a chi ha la doppia cittadinanza se presenta un passaporto britannico scaduto (rilasciato nel 1989 o dopo) insieme a un passaporto straniero valido di un paese idoneo all’ETA, purché i dati personali sui due documenti coincidano.
Verso una frontiera completamente digitale
L’ETA fa parte di una strategia più ampia per digitalizzare la frontiera del Regno Unito entro la fine del 2026. Il piano prevede di sostituire con gli eVisa gli adesivi fisici del visto e i timbri a inchiostro. Per molti viaggiatori, questo significa che il proprio status di immigrazione è ora collegato direttamente al numero di passaporto in un account UKVI digitale.
Il governo sottolinea che il cambiamento punta a rafforzare la sicurezza delle frontiere e, allo stesso tempo, a snellire la procedura d’ingresso per chi viaggia in regola. La maggior parte delle richieste di ETA viene elaborata in pochi minuti tramite l’app UK ETA, ma si consiglia di fare richiesta almeno tre giorni lavorativi prima.
È bene conoscere anche le nuove regole sui passaporti britannici e i costi per chi ha la doppia cittadinanza, e come questi costi possono incidere sui documenti di viaggio.




